mondo spirituale oltre visibile: composizione di arte astratta con fiori in primo piano e una figura umana sullo sfondo sfuocato con una dominante di colore rosso e toni verdi e beige
fusione pittura fotografia, nuove arti mediali

Mondo Spirituale Oltre Visibile

mondo spirituale oltre visibile: composizione di arte astratta con fiori in primo piano e una figura umana sullo sfondo sfuocato con una dominante di colore rosso e toni verdi e beige
mondo spirituale oltre visibile: composizione di arte astratta con fiori in primo piano e una figura umana sullo sfondo sfuocato con una dominante di colore rosso e toni verdi e beige

Composizione di arte astratta con fiori in primo piano e una figura umana sullo sfondo sfuocato con una dominante di colore rosso e toni verdi e beige.

Barbara Stamegna, pittrice e Bruno Paolo Benedetti, fotografo, hanno dato vita a un nuovo progetto artistico che consiste nel fondere le loro due arti in un’unica e innovativa produzione artistica che hanno nominato “PP Art”.

La Fusione di Pittura e Fotografia è il risultato di un’elaborazione di fotografie di dipinti e foto di arte digitale da foto. Attraverso la fusione di queste due differenti produzioni artistiche è nato questo nuovo marchio, la PP Art.

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immagine astratta con motivo floreale e consistenza liquida con fiori e forme fluide su sfondo sfuocato
riflessioni sull'arte

Arte e Dio

immagine astratta con motivo floreale e consistenza liquida con fiori e forme fluide su sfondo sfuocato
immagine astratta con motivo floreale e consistenza liquida con fiori e forme fluide su sfondo sfuocato

Può l’arte essere espressione di Dio?

La domanda che ci siamo posti da millenni è come l’arte possa essere espressione di qualcosa che sfugge alla nostra percezione sensoriale e sia espressione di qualcosa che le parole non riescono ad esprimere, andando quindi a toccare le sfere più intime della persona fino ad arrivare all’anima e a Dio.

Una grande differenza si è andata sviluppando nel mondo occidentale fra l’arte dei secoli passati e quella attuale. Nel passato da una parte l’immagine era rappresentata solo da dipinti,sculture,architettura, rivolgendosi anche ad un pubblico che aveva una scarsa capacità di astrazione,con quindi la necessità di avere riferimenti vicino alla propria realtà per comprendere bene alcuni concetti. In questo modo Dio veniva rappresentato in una maniera che potesse essere collegato alla figura del “buon padre” saggio e buono. In ugual modo la rappresentazione delle pene dell’inferno veniva collegata a quanto la gente vedeva intorno a sè come fonte di dolore e sofferenze, da qui le fiamme  e le pene corporali subite dalle persone dannate .

Con lo sviluppo della scienza ci siamo maggiormente abituati a pensare a concetti molto più astratti, basti pensare all’atomo e alle dimensioni che sfuggono alle nostre percezioni. Forse questo ha dato,anche se involontariamente,una maggiore possibilità di comprensione della natura di Dio e del Regno dei Cieli.

Una dimensione decisamente più astratta,eterea,extra sensoriale,fatta di altre cose che a volte esistono mentre altre non esistono in natura. Vorrei sottolineare quanto detto da papa Wojtyla, ora santo, il quale affermava che bisogna abituarsi ad una concezione di Dio molto più astratta di quella storica che abbiamo,legata ad una rappresentazione fisica.

Basandosi quindi anche sui racconti di chi ha avuto contatto con Dio e le Creature Celesti vediamo come questa essenza si riscontri in colori,suoni,sensazioni che travalicano le nostre categorie terrene.

Ecco quindi che l’artista può diventare interprete di questo mondo divino fatto di luci,colori e privo di forme oggettive,dove la comunicazione non è legata alla parola, anzi nemmeno esiste nel senso che noi conosciamo. E’ una fusione e comunione nella bellezza e nell’amore che travalica qualsiasi forma di amore umano, perchè scevro da qualsiasi interesse personale, ma espressione della perfezione e della bellezza assoluta. Anche solo pochi attimi vissuti in questo amore rendono impossibile una descrizione di questa estasi con parole.

Ecco quindi che certe opere di arte astratta cercano di trasmettere queste sensazioni di bellezza e fare in modo che esse siano un piccolo seme di senape, che possa in un futuro far germogliare la pianta e portare alla autocoscienza e alla scoperta del divino che sta in noi.

Su questi presupposti si basa la produzione artistica di Barbara Stamegna e Bruno Paolo Benedetti, senza particolari pretese di essere esaustiva,ma per lo meno di dare una sensazione di bellezza e pace a chi vede le loro opere e possa forse porsi alcune domande sul proprio percorso terreno.